13 marzo 2011

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy.


Caro-benzina, la regione Puglia applica addizionale sui carburanti



Dopo la comunicazione del quarto rincaro del carburante alla pompa, nel giro di due settimane, da parte di Eni i prezzi medi per la benzina hanno raggiunto i 1,546 euro al litro, mentre il gasolio si attesta su 1,437 euro al litro. Una situazione che sta mandando su tutte le furie gli automobilisti, che hanno più di una ragione per dubitare sulla giustezza dei prezzi attuali dei carburanti. Un dato su tutti: oggi il prezzo medio della benzina è uguale a quello registrato nell'estate del 2008, i mesi appena precedenti la crisi. Ma la differenza è che allora il petrolio al barile costava intorno a 147 dollari, oggi siamo appena sopra i 100 dollari. Evidentemente qualcosa non va e i conti non tornano. Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto all'Eni di svolgere un ruolo di azienda calmieratrice sui mercati, in quanto la società è in parte in mano pubblica, quindi, secondo le due associazioni, essa dovrebbe adempiere alla funzione per cui fu concepita come azienda pubblica. Difficile che tali appelli possano essere raccolti, dato che la stessa Eni ha annunciato il quarto rincaro in due settimane, trattandosi, di fatto, di un'azienda privata, a tutti gli effetti. In Puglia, nel frattempo, si è pensato di imporre un'addizionale regionale sulla verde di ben 3 centesimi. A ben vedere, per imprimere una forte scossa al processo di abbandono del combustibile fossile, spingendo verso le energie rinnovabili, l'unica soluzione è aumentare il prezzo dei carburanti. Un passo azzardato o una visione a medio-lungo termine? E' possibile che i cittadini (e le imprese) corrano dietro a speculazioni sul prezzo del petrolio senza trovare una degna alternativa?
sembra da notizie non confermate che anche la regione lazio sia su quella strada .
Alla politica l'ultima parola.

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy.


Il futuro e già presente !
E fantastico il futuro e già qui chi continua a comprare auto e moto nuove quando esce dal concessionario e già obsoleto !
Quello che marchionne non vuole capire e che è un primitivo , e per questo fallirà su tutti i fronti .
Mentre spara cazzate su cazzate , le altre case automobilistiche sono già avanti di 100 anni rispetto alla fiat , e vendono già le loro prime auto elettriche , e funzionano davvero , e vanno alla grande !
No non è uno scherzo il male ve lo fate da soli pensate che con 1,5 euro farete 100 km forte eh!
Ma entriamo nel dettaglio che è meglio sono già in vendita e perciò pensateci bene prima di spendere :la prima la NISSAN LEAF
 La vincitrice di "Auto dell'anno 2011" comincia la sua carriera sulle strade di tutti i giorni
La Leaf è la prima auto al mondo con motore elettrico commercializzata in grande serie. Quindi è realmente a emissioni zero di CO2 dovute a combustione di idrocarburi. E' un progetto in cui Nissan ha investito oltre 2 miliardi di euro.
All'inizio, privilegerà le nazioni più impegnate sia dal punto di vista degli incentivi governativi per l'acquisto, sia nella realizzazione di infrastrutture, colonnine di ricarica per cominciare. Arriverà a inizio dell'anno prossimo in Usa, Giappone, Inghilterra, Olanda, Irlanda e Portogallo. Le prenotazioni "on line" sono già iniziate. In Italia, invece, arriverà solo nel giugno dell'anno prossimo, probabilmente insieme a Francia e Germania. In Inghilterra, grazie agli incentivi governativi previsti per le auto a emissioni zero, costerà 27,471 euro (contro i 33,353 se non ci fossero gli incentivi). In più il governo inglese ha previsto il rimborso del 25% del prezzo d'acquisto per un'auto totalmente elettrica fino a un massimo di 5mila sterline (oltre 5,800 euro).
E in italia ?
La seconda : Citroen C-Zero: 100% elettrica a 36.000 euro Le prime vetture elettriche destinate al grande pubblico cominciano ad arrivare anche in Italia. Dopo la Mitsubishi i-MiEV e la Peugeot iOn è ora il turno della "cugina" Citroen C-Zero, realizzata sulla stessa base.
La C-Zero è un'auto 100% elettrica e rappresenta un'ottima soluzione per la mobilità in città (offre spazio per quattro persone in 3,48 metri). L'autonomia di 130 km, al momento, ne limita l'utilizzo sui percorsi extraurbani e autostradali e la relega al ruolo di seconda auto.
Equipaggiata con un motore sincrono a magnete permanente, l'elettrica di Citroen ha a disposizione una potenza di 64 CV tra i 3000 e i 6000 giri/min e una coppia massima di 180 Nm fino a 2000 giri, che viene gestita attraverso un riduttore monovelocità.

In vendita al prezzo di 35.960 euro, i primi esemplari saranno consegnati tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011. La dotazione è completa e comprende ESP, 6 airbag, climatizzatore, connettività Bluetooth e il sistema Citroen eTouch. Particolarmente ridotti i costi di esercizio, che si attestano a circa 1,5 euro ogni 100 km.
E in italia ?
La terza: Zoe Z. E, l'auto di Renault 100% elettrica
Solo un concept per il momento, ma un progetto che dovrebbe diventare realtà nel 2012, quando la vettura dovrebbe entrare in produzione. Stiamo parlando di Zoe Z. E, l'auto che Renault sta producendo, 100% elettrica.
Il veicolo dovrebbe essere realizzato da Renault insieme a Biotherm, marca della Divisione Prodotti di Lusso del Gruppo L'Oréal.
La ricarica di elettricità può essere fatta in 3 differenti modi: una ricarica standard, che dura 4-8 ore e funziona tramite una presa di ricarica collocata all'esterno del veicolo; una ricarica rapida, dalla durata di 20 minuti, che funziona mediante la stessa presa su specifiche colonnine di ricarica; infine il sistema "Quickdrop", che in 3 minuti permette la ricarica attraverso un'apposita stazione di sostituzione rapida delle batterie.
Una particolarità del nuovo modello è l'utilizzo dell'aromaterapia: grazie alla diffusione di aromi attivi, il sistema cercherà di venire incontro alle esigenze del conducente; aromi energizzanti la mattina, anti-stress al ritorno dal lavoro e in grado di migliorare l'attenzione durante la guida notturna.
E in italia ?
La quarta : Dopo la presentazione mondiale al Salone di Francoforte dello scorso settembre, Peugeot iOn 100% elettrica ha percorso a fine maggio i primi chilometri in Italia sulla pista di Vairano.
La vettura, presentata in anteprima ai grandi clienti (grandi società e noleggiatori) ha colpito per le doti motoristiche, per l'abitabilità e per le ricche dotazioni di serie. Compatta (3,48 metri) ed estremamente maneggevole, iOn può accogliere quattro persone. Con un reale brio in partenza, una velocità di punta di 130 km/h, una potenza massima di 47 kw (64 CV) e una coppia di 180 Nm, iOn è una cittadina "zero emissioni" che offre una buona polivalenza di utilizzo, comparabile, nelle prestazioni e nell'abitabilità, a un piccolo veicolo con motore termico.

Le sue batterie agli ioni di litio garantiscono un'autonomia di 130 km. Si ricaricano completamente in 6 ore collegandole a una presa di corrente domestica, oppure all'80% in soli 30 minuti su un terminale di ricarica rapida.
Peugeot iOn sarà commercializzata entro la fine del 2010.
E in italia ci teniamo marchionne il cazzaro e voi , che cosa preferite l’intelligenza o la stupidità ?
Noi di spqv già lo sappiamo tantè che ne abbiamo ordinate due , e quando arrivano va......lo al petrolio , va......lo ha gheddafi , va......lo  hai distributori !!!!!!!


12 marzo 2011

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy.

Il megacentro di facebook creato da marck Zuckerberg  costruito nell’Oregon (foto)




. Stato americano famoso per l’elevata produzione di energia idroelettrica. La notizia, stupefacente, non è certo nuova: l’annuncio della costruzione dell’installazione, il primo centro dati di Facebook dove migliaia di computer interconnessi macinano profili e amicizie, era stata data proprio sul sito un anno fa. Dallo stupore iniziale si è arrivati al pubblico sdegno intorno allo scorso settembre quando Greenpeace si è pubblicamente schierata contro il colosso fondato daZuckerberg: la campagna americana era partita con un video postato su Youtube  dove il gioco di parole era semplice ed efficace, da «social network» FB diventava un «so coal network», molto a carbone, e non «so cool», molto giusto. La campagna di Greenpeace è ora arrivata anche da noi attraverso una mail che è rimbalzata in diverse caselle di posta a firma di Daniele Belli, responsabile di «Energia e clima» perGreenpeace Italia. La proposta è quella di cliccare «Mi piace» nella pagina «Unfriend coal» organizzata dall’associazione e che conta già 84 mila fan. L’idea è di «costringere» Facebook ad annunciare un piano per diventare carbon free entro il 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra. 

Ieri ore 15:25 incidente tra un'auto e uno scooter , crea notevoli disagi alla circolazione , spavento per l'utente dell'auto , e qualche problema fisico per l'utente dello scooter un'augurio ad entrambi

11 marzo 2011

THE INSIDER la vera faccia dei politici e della politica


La vera faccia dei politici
Si parte dal pd 1 parte
Ovvero il disgusto  per il voto 
Non ci sono più dubbi questa nostra ( e purtroppo dico nostra )classe di politici non solo lascia a desiderare , ma aggiungiamo di più , e favolosamente ridicola , mentre assistiamo a questo brutto e inutile spettacolo che ci offrono in tivù , i veri problemi rimangono fermi da 20 anni , senza via d’uscita se non facciamo noi cittadini qualcosa di concreto , e cioè senza mezzi termini annullare tutte le schede , per dare un segnale già presente .

Da sondaggi certi arriva la buona notizia che gli astensionisti sono sempre più numerosi , delusi da una impopolare politica , e da personaggi che si scopre poi sempre più invischiata in situazioni di malaffare .
Sempre di più sono gli italiani che non hanno più fiducia nella politica arraffona e sporca ,”ahi voglia politico a fare la tua campagna a spese dei cittadini questa volta fai il botto !

Prodi: «La gente mi ferma in strada e mi dice torna» ma evidentemente non si ricorda , è bene che noi gli rinfreschiamo   la memoria  :
Non c’è solo Prodi al centro delle indagini sul presunto comitato d’affari di San Marino. Anselmo Galbusera, l’uomo che ha venduto nel 2004 le sim card sotto inchiesta a Catanzaro allo staff del  ‘ex premier, ha avuto altri contatti su cui l ‘ ex pm Luigi De Magistris voleva vedere chiaro.
In quel periodo, la sua società, la Delta spa, lavorava per gli uomini dell’Ulivo ( ora pd partito demoniaco )e lui, quando ci fu bisogno di quattro schede per il Professore e i suoi, gliele procurò («In azienda abbiamo intere scorte di schede per i nostri dipendenti. Era la strada più veloce»). Adesso, però, nell’indagine ordinata dalla procura calabrese sui traffici , c’è finito pure lui.
La loggia di San Marino
L'ex  magistrato calabrese riteneva è a maggior ragione lo ritiene ancora oggi  che anche Gozi e Bisignani facciano parte di quel “comitato d’affari”, trasversale ai partiti e con base nel paradiso fiscale di San Marino, che grazie ad amicizie altolocate (anche all’interno della Guardia di finanza e della magistratura) e un reticolo di società costituite ad hoc ,sarebbe riuscito a drenare centinaia di milioni di euro di finanziamenti pubblici (in particolare dell’Unione Europea), indirizzandoli nelle casse dei partiti e nelle tasche dei politici e dei loro amici.
Il comitato sarebbe, con coloriture massoniche (la maggior parte degli indagati è anche accusata di aver violato la legge sulle associazioni segrete), e il pd che fa strilla e urla , agli uomini di berlusconi che verdini e soci abbiano ricostituito la p3 ? è questa che è !?
una lobby nazionale che controllerebbe con la sua rete di contatti parte del sistema politico ed economico del Paese.
“Non andiamo a caccia di grembiulini, quello è solo folclore, anche se qualcuno lo abbiamo trovato”, infatti quella che è già stata soprannominata, in modo suggestivo, “nuova P3 affiora in controluce in altre inchieste delle procure italiane, in particolare quelle milanesi sulle deviazioni dei servizi segreti e su fabbriche e botteghe di dossier illegali.
Per provare le sue ipotesi investigative, De Magistris, 42 anni, erede di una famiglia di magistrati (il bisnonno era regio procuratore a Napoli), sta utilizzando con zelo intercettazioni (poche), perquisizioni (abbastanza), tabulati (molti), ma soprattutto l’analisi dei flussi finanziari.
Gli ultimi accertamenti (sono ancora in corso , e perciò sarà meglio che i sinistroidi si diano una calmata ) riguardano per esempio i movimenti di Bisignani e gli affari che ruotano intorno al suo ufficio di piazza Mignanelli 3 a Roma.
Contatti telefonici sospetti del presunto comitato d’affari legato a San Marino, senza volerlo ci è finito pure lui.
Ma il suo non era un sogno fatto la sera prima , ma un’ incubo per noi  !
Questo è il pd, un comitato d’affari che non guarda in faccia a nessuno, dai loro manifesti elettorali , campeggia sempre una bella frase , ma che poi si tramuta in realtà in solite bugie !
Come la Calabria euro miliardaria
Gli affari tra l’Italia e il Belgio (con snodo sul Monte Titano) sono il leitmotiv dell’inchiesta calabrese. In cui è finito pure l’Osservatorio del Mediterraneo fondato nel 2004 dall’ex vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini ora ministro . L’ex capo della sua segreteria al ministero degli Esteri, Fabio Schettini, è indagato da tempo, mentre a febbraio è stato ascoltato come testimone un membro del cda dell’osservatorio, l’ambasciatore a riposo Achille Vinci Giacchi. In procura ha parlato dei finanziatori della fondazione. Un argomento che  ha interessato molto a De Magistris.
Cinquantamila euro li avrebbe versati personalmente Schettini. Altrettanti arrivarono dalla Finmeccanica, 30 mila dall’Enel. L’osservatorio partecipò con un proprio stand al meeting di Comunione e liberazione di Rimini, “per far conoscere i suoi scopi”. Una kermesse a cui hanno preso parte anche i vertici del Laboratorio democratico europeo di Gozi e gli uomini della Compagnia delle opere sotto inchiesta a Catanzaro. Per il pm quell’affollamento, a pochi chilometri da San Marino, sarebbe più che una coincidenza.
Perché uomini così influenti avrebbero dovuto scendere in Calabria per fare affari? Secondo la procura, la risposta è semplice: la regione è considerata dall’Unione Europea un “obiettivo 1, ovvero una di quelle aree depresse a cui vengono destinati aiuti particolari. Questo significa che, per esempio, il Programma operativo regionale (Por) dovrà distribuire sul territorio oltre 8 miliardi di euro di fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013.
Per gestire questo fiume di soldi l’estate scorsa Francesco De Grano, cognato di Macrì e fratello di Maria Angela (è indagata pure lei), è stato nominato responsabile dei finanziamenti Por. Per gli inquirenti di Catanzaro il suo nome avrebbe messo d’accordo  ex Ds, ex Margherita e il presidente della regione Agazio Loiero, promotore del Partito democratico meridionale e socio fondatore del Pd di Prodi.
Ecco solo la punta dell’aicberg che galleggia a montecitorio  , non vi fidate cittadini , non andate alle cene di partito , solo per scroccare puniteli già da lì , ritrovate la vostra dignità e lanciate un segnale che si fa sempre più forte unitevi al 37%  nazionale di chi li ha già mandati a fan……lo!

10 marzo 2011

NOTIZIE GIURIDICHE

CASSAZIONE: SULLE STRISCE,
PEDONE HA SEMPRE RAGIONE


Il pedone ha sempre ragione, se si trova sulle strisce pedonali. Niente scuse per gli automobilisti che non rallentano davanti alle strisce, anche se il pedone attraversa all'improvviso e senza guardare, «l'obbligo di cautela in vista delle strisce» spetta sempre a loro. A meno che la «condotta del pedone sia del tutto straordinaria e imprevedibile». Lo sottolinea la Corte di Cassazione nell'affrontare un ricorso di una signora di Pesaro vittima di un incidente stradale.
Scrivono infatti i Supremi giudici della Terza Sezione Civile, sentenza n.5540, che nello stabilire i profili di colpa di automobilisti e pedoni, nelle cause di risarcimento danni: «il pedone che si accinge ad attraversare la strada sulle strisce pedonali non Š tenuto a verificare se i conducenti in transito mostrino o meno l'intenzione di rallentare e lasciarlo attraversare, potendo egli fare ragionevole affidamento sugli obblighi di cautela gravanti sui conducenti». La sola circostanza che «il pedone abbia attraversato la strada, sulle strisce pedonali frettolosamente e senza guardare» non costituisce da sola presupposto per dare al pedone investito una parte della colpa nell'incidente, fatta eccezione nel caso in cui sia il pedone stesso con una «condotta del tutto straordinaria e imprevedibile» a provocare l'incidente Fatto salvo questo presupposto, per•, nel caso analizzato dalla Corte, alla signora investita, sia il Tribunale di Pesaro che la Corte d'appello di Ancona avevano riconosciuto un 20% di concorso di colpa nell'incidente (l'80% al conducente dell'auto) perchŠ non aveva attraversato sulle strisce ma «procedeva a piedi lungo il margine destro della strada nella stessa direzione dell'auto investitrice». Esclusa questa parte di colpa i Supremi giudici hanno accolto, invece, gli altri suoi motivi di ricorso riguardo al calcolo di risarcimento danni ai quali comunque la signora (che ha riportato traumi gravi) ha diritto come vittima della strada. Danni, calcolati per circa 65mila euro, che, secondo la difesa della vittima, dovevano essere di misura maggiore e che ora verranno riquantificati dalla Corte d'Appello di Ancona.

08 marzo 2011

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy.


Garante privacy: i dati personali del lavoratore contenuti nel computer aziendale non sono accessibili al datore di lavoro



I dati contenuti nel computer aziendale, non attinenti alla prestazione lavorativa del lavoratore subordinato, non sono accessibili al datore di lavoro ma l'azienda ha il diritto di conservare i file del dipendente al fine di poterli eventualmente presentare come prova nell'ambito del contenzioso penale. E' quanto stabilisce l'Autorità garante per la protezione dei dati personali(newsletter n. 346 del 1°marzo 2011) in merito al ricorso di un dipendente che chiedeva al suo ex datore di lavoro di cancellare alcune cartelle personali presenti nel computer portatile restituito dopo il licenziamento. Nel corso dell'istruttoria, l'azienda ha però affermato che proprio in quel materiale potevano essere presenti prove della concorrenza sleale posta in essere dal dipendente insieme ad altri colleghi. Il Garante non ha accolto la richiesta avanzata dall'interessato di far cancellare i dati ma ha deciso di inibire alla società l'accesso alle cartelle private poiché il trattamento dei dati personali estranei all'attività lavorativa avrebbe violato i principi di pertinenza e non eccedenza previsti dal Codice della privacy. L'Authority, precisando che il diritto alla riservatezza dei lavoratori deve essere bilanciato con la possibilità per le imprese di tutelarsi nell'ambito di eventuali procedimenti penali, ha però riconosciuto il diritto dell'impresa di conservare i file del dipendente al fine di poterli eventualmente presentare come prova nel contenzioso penale

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy.


La nuova disciplina degli appalti pubblici dopo l'atteso Regolamento (d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207)

Nel diritto editore ha organizzato il seguente Convegno: La nuova disciplina degli appalti pubblici dopo l'atteso Regolamento (d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207). Si terrà a Roma, T.A.R. Lazio il 16 marzo 2011 ore 16.00. Presiede Giorgio GIOVANNINI Presidente T.a.r. Lazio e sono previsti i seguenti interventi: Giuseppe MORBIDELLI (Professore ordinario di diritto amministrativo presso la Facoltà di giurisprudenza La Sapienza di Roma) "Le tematiche della qualificazione"; Maria Alessandra SANDULLI (Professore ordinario di diritto amministrativo presso la Facoltà di giurisprudenza Roma Tre) "Il contenzioso speciale sugli appalti pubblici"; Marco LIPARI (Consigliere di Stato) "Procedure diaggiudicazione e contratto dopo l'attuazione della direttiva 66/2007/CE: accesso e comunicazioni, stand still, inefficacia"; Mario Alberto di NEZZA (Consigliere Tar Lazio) Il ruolo dell'Autorità per la Vigilanza dei contratti pubblici;

NOTIZIE GIURIDICHE


Cassazione: caduta sull'autobus, il passeggero va indennizzato anche se non è colpa dell'autista

La Corte di Cassazione (sentenza n. 4442/2011) ha stabilito che in caso di danni derivati da una caduta avvenuta all'interno di un autobus danno diritto ad un indennizzo anche se l'autista non ha colpa alcuna. Il caso esaminato dalla Corte (sesta sezione penale) riguarda unpasseggero catanese caduto sul pavimento dell'autobus dopo una brusca frenata. La caduta, spiega la Corte, non era da imputare al conducente dell'autobus che "non aveva la possibilita' di tenere una condotta di guida diversa e che era stato costretto a frenare per l'improvvisa invasione della corsia di un motorino cui ha attribuito l'esclusiva responsabilita' dell'evento". Al passeggero i giudici di merito avevano già accordato un modesto indennizzo e il caso finiva quindi in Cassazione dove il danneggiato chiedeva di ottenere una somma maggiore a titolo di risarcimento danni. La Corte ha respinto il ricorso ed ha precisato quando ricorre la presunzione di responsabilita' negli incidenti accaduti sull'autobus. "In tema di trasporto di persone - si legge in sentenza - la presunzione di responsabilita' di cui all'art. 1681 a carico del vettore per i danni del viaggiatore opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore medesimo e l'attivita' delvettore in esecuzione del trasporto, restando viceversa tale presunzione esclusa quando sia accertata la mancanza di una colpa in capo al vettore, come nel caso in cui il sinistro venga attribuito al fatto di un terzo viaggiatore". La Cassazione ha fatto anche notare che la sentenza impugnata non si e' discostata da questo orientamento dato che il conducente dell'autobus "era stato costretto a frenare all'improvviso". Il passeggero, insomma, avra' solo diritto ad un modesto indennizzo.