30 aprile 2011

NOTIZIE GIURIDICHE

Passi con il rosso? Se il Comune installa il controllo automatico "a cPassi con il rosso? Se il Comune installa il controllo automatico "a caso" il giudice può annullare la multa
Il giudice onorario di Bassano del Grappa ha annullato ad un automobilista vicentino, una multa al semaforo rilevata da un apparecchio automatico collocato nel territorio comunale di Romano d'Ezzelino, sostenendo che la decisione di installare il controllo automatico in un determinato incrocio non può essere fatto a caso ma va motivata sulla base dei dati sugli incidenti e della pericolosità intrinseca di una strada conformata in quel modo. 





La sentenza non solo ribalta quanto deciso in primo grado dal Giudice di Pace ma censura pesantemente e sotto molti profili, l'operato dell’amministrazione.
Nell’annullare la sanzione il Tribunale ha considerando innanzitutto che ogni incrocio, semaforo e relativo rilevatore di infrazioni deve rispondere ad un progetto specifico, in base al quale tarare sia i tempi del ciclo semaforico sia il ritardo rispetto al rosso col quale l'apparecchio deve iniziare a registrare i passaggi vietati (il ritardo dev'esserci per omologazione, nel caso di apparecchi meno recenti, che non riportano su ogni fotogramma il tempo trascorso dall'accensione del rosso). Non basta quindi la volontà del Comune di installare l’apparecchio ma è necessario che l’amministrazione fornisca le motivazioni della decisione.
La sentenza di Bassano contiene anche il richiamo al parere di un ufficio del Ministero dell'Interno, secondo cui l'installazione dei controlli ai semafori deve essere autorizzata dal Prefetto, anche se ad oggi non esiste alcuna legge che lo richieda.aso" il giudice può annullare la multaSecondo il Tribunale di Bassano le installazioni di rilevatori di infrazioni devono rispondere ad un progetto specifico

NOTIZIE GIURIDICHE

Se le multe sono Se le multSe le multe sono "maggiorate" il Comune non le può riscuotere

Sono 21 i ricorsi recentemente accolti dai Giudici di Pace DI MEZZA ITALIA , contro la prassi deI ComunI  E DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI E REGIONALI di aumentare le cartelle esattoriali per il ritardato pagamento delle multe stradali.


 Citando una breve ma chiara disposizione della Corte di Cassazione, secondo la quale queste maggiorazioni previste da una legge del 1981 non vanno applicate alle multe stradali, i  magistrati hanno così accolto i ricorsi presentati . Si tratta peraltro di maggiorazioni non di poco conto che comportano un aumento del 10% semestrale sul totale della contravvenzione. Nel caso di una multa del 2006 iscritta a ruolo nel 2010 di 71.50 euro, l'ammontare della maggiorazione, in base alla legge 689 del 1981, è di ben 50.05 euro. Per I RICORRENTI  che ha condotto DELLE  battaglIE  legalI le cartelle maggiorate "dipendono da un'interpretazione erronea della norma” ma la Cassazione è stata chiarissima e ora alcuni Giudici di Pace recepiscono la sentenza della Suprema Corte del 2007 che disapplica quella legge e prevede l'iscrizione a ruolo solo della metà del massimo e non anche degli aumenti semestrali.
COME Più VOLTE DA NOI RIPORTATO , ANCORA UNA VOLTA CHI DEVE ESSERE MESSO IN RIGA , A LA SUA LEZIONEe sono "maggiorate" il Comune non le può riscuotere"maggiorate" il Comune non le può riscuotereSe le multe sono "maggiorate" il Comune non le può riscuotere

GOOD MORNING VELLETRI


  C’è Posta PER VOI!
Allora credevate veramente che sarebbe stata una relazione duratura?
Che sarebbe stata tutta rosa e fiori, e invece come noi avevamo più volte sbandierato dalle pagine del nostro blog, e da quella di fb che sono dei dinosauri sulla via dell’estinzione.
A questo punto non gli rimane che: o l’isola dei famosi dimenticati, oppure la trasmissione televisiva di Maria de filippi c’è posta per tè!




Dove in uno studio surreale da una parte Bersani Rosy Bindi e Veltroni, dietro la busta gigante di Pietro o chi volete voi.
La stessa cosa dicasi per bossi, Berlusconi, casinhouse, fini ecc.…ecc.….
Insomma tutto nasce da un unico fatto nessuno vuole prendere ordini, nessuno vuole essere secondo all’altro , nessuno vuole rinunciare a niente , e per il  solo fatto di credere che è il più forte , e di poter fregare il suo prossimo alleato come a fatto con il primo che fu.
Per non parlare delle amministrative , che si stanno profilando all’orizzonte ,  livello nazionale sbraitano con parole di fuoco “ mai alleanze con quelli , che siamo pazzi ????” mai con i comunisti che siamo  stronzi ????? Mai con la destra che siamo fascisti?
Mai con la sinistra più sinistra, noi siamo cattolici!
Mai con questi pazzi, non ci vogliamo diventare pure noi!
Rispondiamo noi di spqv!
Basta con questi pazzi , cittadino , cittadina ascolta senza timore l’unica voce libera , senza pregiudizio alcuno ritorna libera , ritorna libero , basta schiavitù , basta con l’essere preso per i fondelli ma non vedi cosa sta accadendo , i tuoi problemi non sono i loro , ma quelli loro li fanno diventare tuoi , continuando senza vergogna a fregarti , a fregarci ( pensano loro) Alle prossime elezioni amministrative -  giurava e spergiurava Italo Bocchino - Futuro e Libertà che non sarà mai alleato con la sinistra e con il Partito Democratico, in nessun Comune".
Bugiardo!
Bugiardo!
Leggi attentamente: FLI A BRACCETTO COL PD - Iris Volante, moderata proveniente dall'area Udc, è stata in grado di aggregare attorno a se un'ampia (e raccogliticcia) coalizione, che va dal gruppo di Pier Ferdinando Casini al Partito Socialista, dal Partito Democratico all'ancor più demopcratico Fli. Tanto democratico che, a dispetto dei proclami dei suoi leader (oltre Bocchino, anche Adolfo Urso aveva detto: "Con la sinistra mai"), ciascuno può fare quello che vuole, allearsi con chi vuole, meglio se con la sinistra.
Certo non vuole di abbassare i toni, il partito di Fini, che, in una campagna elettorale più pericolosa di una polveriera, scelgono di appoggiarsi alla sinistra oltranzista.
E che ne dite invece della situazione di grottaferrata ?
Altro pd altro casino Per l'Amministrazione Mori, che  ha festeggiato il primo anno di mandato, è un momento molto  complicato.   un possibile ritorno anticipato alle urne inizia ad aleggiare, anche se prima il sindaco potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di ritoccare la squadra infatti  il primo  cittadino. Se la deve vedere con Le insidie che vengono proprio dall'interno della maggioranza di centrosinistra: la conclamata fuoriuscita di Mauro Tomboletti (Idv) e la posizione fortemente critica di Stefano Bertuzzi (Pd), rendono da settimane l'equilibrio instabile. La novità è però che, pare, anche Alessio Ferretti (Pd) si sia unito ai due «dissidenti». Stessero effettivamente così le cose, Mori rischierebbe di non avere più la maggioranza. E andiamo , e andiamo sindaci che vai stessi casini che trovi no?
Perché a Velletri ? ci pare che ……….si anche qui c’è qualcuno !
E passiamo ad un altro bugiardo che fa bella compagnia ad un altro pinocchio ( sappiate bene che di pinocchi a Velletri c’è ne, è non son pochi !)signori e signore dalla puglia col furgone opss pardon con furore svendolaxxxxxx, il futuro spinocchiatore e gran bugiardo , e se non ci credete sappiate che la corte costituzionale ha condannato nichi vendola per i Conti pubblici in disordine e contratti di lavoro indebiti .
 La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della legge dieci del 2 agosto 2010 della Regione Puglia, retta dal leader di Sinistra ecologia e libertà, che salvaguardava "incarichi dirigenziali e contratti di lavoro" nonostante la Regione non avesse rispettato il patto di stabilità interno. In pratica, pur non avendo fondi a sufficienza Vendola, aveva prorogato rapporti di lavoro subordinato e autonomo a tempo determinato.
Il Governo italiano aveva impugnato la legge ritenendo violati i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica. Il patto di stabilità interno prevede, infatti, la revoca d’incarichi dirigenziali esterni e di contratti di lavoro a tempo determinato, stipulati a seguito di atti adottati in violazione del patto di stabilità. Una prassi che Vendola ha deciso di violare pur di non tagliare consulenze e apparato burocratico. La Suprema Corte non ha neppure accettato il fatto che la Regione Puglia avesse abrogato la legge con una successiva disposizione del 30 marzo 2011. Per otto mesi, infatti, la legge censurata è stata in vigore.
Chiaro no!
E che dire signori sarà pure lontana la sicilia ma Roma e vicina e credete che non abbia ripercussioni la vicenda degli onorevoli imputati?
Di chi stiamo parlando ? ma di loro no !?
Ma di quelli che si erano eretti a famosi e futuri salvatori della Sicilia tanto di pensare di farla franca pensando addirittura di chiedere la secessione dall’Italia Anche il governatore Lombardo nel mirino della procura di Catania che nei prossimi giorni deciderà se rinviarlo a giudizio. All'Assemblea Siciliana 3 consiglieri arrestati e 17 indagati su un totale di 90. Cui si aggiunge una quarta richiesta d'arresto in corso. Non sono numeri di una grande operazione anticrimine, ma è la posizione di venti deputati del Parlamento siciliano. Che, richiamando la cabala, fa «paura», dato che sono proprio novanta, i parlamentari che siedono a Sala d'Ercole.
C'è un governo Lombardo in bilico per una spaccatura nel Partito Democratico tra chi intende continuare a stare in fianco al presidente della Regione e chi, invece, tuona quotidianamente affinché il partito di Bersani molli il governatore Lombardo. Un tira e molla senza fine che ormai dura da circa un anno. Intanto però le porte delle carceri si sono aperte lo scorso 11 marzo per il deputato regionale del Partito Democratico Gaspare Vitrano, sorpreso con una mazzetta di dieci mila euro in tasca per presunti affari su energie alternative e poi trasferito ai domiciliari. Ma per il rappresentante del partito di Bersani la detenzione non appare tutta amara, se così si può dire. Infatti, nonostante gli arresti, continuerà a percepire cinque mila euro lorde al mese in qualità di deputato regionale in attesa che arrivi la sospensione definitiva dal Consiglio dei ministri.
Arriverà?
Intanto cittadini meditate bene, questi pinocchi non solo ci prendono in giro , ma prendono pure i soldi una volta arrestati , e allora una buona volta ficcatevelo in zucca , andate a votare , ma una volta entrati prendete la scheda poggiatela bene sul pianale e con forte decisione imprimete una bella  x su tutta la scheda senza timore  e  non date retta a quelle oche senza cervello che vi dicono nooooooo devi votare per questo e quellooooooo !!!!!!!!!!!
Quelli sono i lecchini che temono di più la vostra punizione, e allora puniamoli!


affinchè visto che ci rompono gli attributi e tanto con i loro messaggi , e anche via posta questa volta un messaggio chiaro e conciso arriverà anche a loro questa volta 

24 aprile 2011

GOOD MORNING VELLETRI


L'astensionismo elettorale: il 46% degli italiani è indifferente alla politica.

Quando la goccia fa traboccare il vaso, e di definizioni se ne possono trovare a bizzeffe per far entrare nella testa di questi politici arraffoni la realtà che li sta sommergendo.
L'astensionismo? È soprattutto un’espressione d’indifferenza nei confronti della politica per il 46% degli italiani. L'Eurispes ha realizzato un'indagine finalizzata a descrivere il comportamento elettorale dei cittadini nelle elezioni 2011.
messi a punto per il Rapporto Italia 2010/11, ma non ancora pubblicati integralmente, fanno emergere inoltre come moltissimi tra gli elettori, il 37%, ritengono che l'astensionismo sia un’espressione di protesta. Soltanto per una minoranza (9,7%) si tratta di un normale comportamento elettorale.
Soprattutto gli elettori del Nord-Ovest, il 51,9%, valutano questo comportamento elettorale una manifestazione di disinteresse nei confronti della politica. Dello stesso parere, anche se con percentuali inferiori, anche il 49% dei residenti del Centro, il 47,7% del Nord-Est e il 40,2% del Sud.
Il 43% dei residenti nelle regioni meridionali ritiene invece l'astensionismo, una forma di protesta contro il 37,2% dei residenti al Nord- Est, il 37,1% nelle Isole e il 36,1% al Centro.
Tra i più giovani con un'età compresa tra i diciotto e i ventiquattro anni, è diffusa, più che nelle altre fasce d'età, l'opinione secondo cui l'astensionismo deve essere considerato un sentimento d’indifferenza verso la politica (57,3%), seguiti a breve distanza dai 25-34enni che la pensano così nel 50% dei casi. Invece si tratta di una protesta soprattutto per i 35-44enni (44,4%) e per gli over 65 (39,6%).
L'astensionismo come espressione di distacco dalla politica è un’opinione condivisa dal 46,6% delle donne contro il 45,4% degli uomini. Questi ultimi vedono maggiormente nella scelta di non votare una forma di protesta (37,4% vs 36,7%) e sono sempre più gli uomini (11,4% vs l'8,2%) a sostenere che il non voto sia un normale comportamento elettorale.

Per quanto riguarda le professioni, se per gli imprenditori (50%), per i pensionati (42,4%) e gli operai (41%) astenersi dal voto significa soprattutto esprimere dissenso, per studenti (54,2%), disoccupati (51,2%), insegnanti e impiegati (51%), dirigenti (48,6%), liberi professionisti (44,8%) e casalinghe (43,9%) si tratta invece di un'espressione di indifferenza verso la politica.

Coloro che posseggono un titolo di studio più elevato tendono a definire con maggiore frequenza degli altri l'astensionismo una forma di indifferenza verso la politica (47,6% dei diplomati e 51,3% dei laureati, contro il 36,8% dei possessori di licenza media e il 36,6% dei privi di titolo e di quanti hanno una licenza elementare).

Infine, gli elettori di destra e di centro ritengono più degli altri che l'astensionismo sia espressione di protesta, rispettivamente il 39,7% e il 38,6%. Nel centro sinistra e nel centro destra l'opinione prevalente è quella dell'astensionismo come espressione di distacco dalla politica (54,4% e 48,9%). Più di tutti, gli elettori di sinistra vedono in questo comportamento una normale pratica elettorale (13,5%).

Ma come si traduce nel comportamento elettorale la disposizione degli italiani nei confronti delle Istituzioni e della politica? La larga maggioranza, il 77,1%, dichiara di andare sempre a votare alle elezioni. Di contro, il 13,9% lo fa qualche volta, il 4% quasi mai, il 2,8% mai. Il valore concernente chi vota sempre è in calo, seppure non in misura drastica, rispetto al dato che era stato rilevato nel 2010 (81,5%).

Ad esercitare con assiduità il proprio diritto al voto sono soprattutto i cittadini di sinistra e centro-sinistra (84,5% e 86%) rispetto agli elettori di destra e centro-destra (78,2% e 77,7%), e ancor meno quanti si collocano politicamente al centro (63,8%). Presenta un test elettorale anche a livello nazionale.
Molti potrebbero pensare e autoconvincersi che questo sia solo un articolo per creare confusione, beh basta comprare un quotidiano nazionale come il corriere della sera per rendersene conto.
A Velletri ancora pensano di essere dei vincitori tra destra e sinistra, centro e liste civiche piangeranno in parecchi!

23 aprile 2011

NOTIZIE GIURIDICHE


Anas CONDANNATA A risarcisce 1 milione di euro
chi si crede imbattibile e invincibile si scopre all’improvviso battibile e in grado di perdere , e alla fine la realtà fa sempre tremare !!!!
Un’altra sentenza del Tribunale Civile in favore del cittadino che subisce un danno, più o meno grave, a causa delle condizioni dell’asfalto. L’Anas viene condannata a risarcire  ad un 






motociclista rimasto sulla sedia a rotelle.
L’Anas, gestore della rete stradale in questione, dovrà ora versare 1 milione e 409 mila euro, più tutti gli interessi intercorsi dal giorno del sinistro e le spese legali.
Una bella vittoria legale che speriamo serva da ulteriore monito per i gestori delle strade.
Nel luglio del 2003 il giovane viaggiava con la sua moto ed i suoi amici in direzione Venezia.
al Km 45, della ss 309 all’altezza di Codigoro, le ruote della Yamaha del giovane, perdono aderenza in un pericoloso tratto caratterizzato da avvallamenti, fino a quando Fabio non viene disarcionato dalla sua moto una buca di 6 cm. Gli amici, più avanti rispetto a lui, non si accorgono immediatamente dell’accaduto. Saranno poi loro a chiamare l’ambulanza e i carabinieri che giungeranno sul posto in un secondo momento.
“In quell’incidente Fabio ha riportato lesioni gravissime e oggi è paraplegico in maniera irreversibile. Abbiamo deciso di fare causa all’Anas per la mancata manutenzione della statale e chiedere il risarcimento del danno, enorme, subito dal ragazzo”. Queste le parole dell’avvocato Gisella Rossi, che allora dichiarò una “durissima battaglia contro l’Anas”, rea di non avere prestato la giusta attenzione e di avere così provocato indirettamente il danno.
Quella battaglia e stata vinta , quella battaglia segna per sempre un segno indelebile nella giurisprudenza di leggittimita’ e un monito a chi pensa di farla franca , pertanto amministrazioni tutte , responsabili politici , chiaccheroni voi tutti verrete puniti severamente !

NOTIZIE GIURIDICHE


Quando in centro storico  cadi con la moto per una buca è colpa del comune
Una sentenza della Cassazione apre nuovi fronti di attacco per garantire manutenzione stradale da parte dello Stato
Questo è un dato di fatto confermato persino da componenti del Governo che lo hanno ammesso quasi pubblicamente







Se un motociclista cade a causa della mancanza di manutenzione delle strade del centro storico (ma non solo), il Comune deve risarcire il danno. A questo punto, però, si apre un fronte di battaglia nuovo: intanto che tentiamo di convincere le amministrazioni a curare le strade prima, possiamo e dobbiamo farle pagare poi.
Un valido esempio di come una rivoluzione sia in arrivo in tal senso è rappresentato da novità come iRoadSafety: un applicazione gratuita per smartphone che consente a chiunque la installi sul suo telefonino di inviare segnalazioni sui pericoli della strada (buche, guardrail danneggiati, alterazioni del manto stradale, etc.). La posizione geografica del pericolo segnalato verrà tratta direttamente dal sensore GPS dello smartphone. I dati raccolti verranno girati poi alle amministrazioni.
La sentenza
Cass. Civ. Sez. III, sentenza 15/10/2010, n. 21328, ribadendo e precisando alcuni principi già enunciati in una sentenza di solo alcuni mesi prima (Cass. Civ. Sez. III, sentenza 22 aprile 2010, n. 9456)
I danni conseguenti agli incidenti determinati dalla negligenza dell’Amministrazione che ha la proprietà ovvero la disponibilità e il godimento del bene demaniale, in particolare di strada pubblica, allorché si verifichino nel custodire la res e/o nel fornire agli utenti adeguate segnalazioni devono essere risarciti dal Comune di competenza, in quanto sullo stesso gravano gli obblighi del custode.
In particolare nella circostanza la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un uomo che aveva chiesto di essere risarcito dal Comune per i danni subiti a causa di un incidente occorsogli cadendo dalla sua vespa, in una strada antica, sdrucciolevole e caratterizzata da numerosi avvallamenti, situata nel centro storico di un piccolo Comune siciliano.
I giudici hanno quindi accolto il ricorso sostenendo che le motivazioni muovono dalla constatazione che, in base all’art. 2051 del codice civile, incombe sul Comune sia l’obbligo di custodire e fare manutenzione sulla strada che quello di ridurre, in ogni modo possibile, il pericolo di incidenti, attraverso la segnaletica che evidenzi le condizioni della strada e/o mediante l’impiego di agenti di polizia municipale, come prescritto da diversi articoli del codice della strada.
Secondo quanto stabilisce l’art. 2051 c.c., del resto, spetta al Comune l’onere di provare che il danno è stato provocato dal caso fortuito ovvero, in tutto o in parte, dalla condotta colposa dell’utente.

NOTIZIE GIURIDICHE


Cassazione: l'ente gestore è tenuto a risarcire il danno causato dal ghiaccio


Sentenza 20 gennaio - 24 febbraio 2011, n. 4495

Svolgimento del processo

1.- Alle 8.50 del 22.12.1990, sull'autostrada XXX in direzione (OMISSIS) , l'autovettura di Liquiplast s.r.l. slittò sul fondo stradale ghiacciato (nonostante il bel tempo), urtò il guard-rail e riportò danni.

La proprietaria agì giudizialmente per il risarcimento nei confronti di Autostrade s.p.a., riferendo che alcuni minuti più tardi la stessa sorte era toccata ad un altro autoveicolo.

La convenuta resistette ed il tribunale di Lucca rigettò la domanda con sentenza n. 1397/03. Ritenne che l'art. 2051 c.c. non potesse trovare applicazione e che la responsabilità ex art. 2043 c.c. dovesse essere esclusa in quanto, in quel mese e in quell'area, la presenza di ghiaccio costituisce evento non assolutamente straordinario ma sicuramente infrequente.

2.- L'appello di Liquiplast è stato rigettato dalla corte d'appello di Firenze con sentenza n. 1861/05 sui rilievi che, in base ai principi enunciati dalla corte di Cassazione (Cass., nn. 12314/98 e 921/98), l'art. 2051 c.c. era inapplicabile per l'impossibilità di controllo della reste autostradale da parte della concessionaria, mentre della responsabilità di Autostrade ex art. 2043 c.c. difettavano i presupposti in quanto, nel primo giorno dell'inverno, "il gelo non è fenomeno che possa essere preventivato come sussistente quotidianamente" e perché della presenza di ghiaccio la società concessionaria era stata avvertita solo 20 minuti prima.

L'appellante è stata condannata anche alle spese.

3.- Ricorre per cassazione Liquiplast s.r.l. sulla base di due motivi, cui resiste con controricorso Autostrade per l'Italia s.p.a..

Entrambe le parti hanno depositato memoria illustrativa.

Motivi della decisione

1. - Il Collegio ha disposto che la motivazione sia redatta in forma semplificata.

2.- Col primo motivo la sentenza è censurata per violazione e falsa applicazione degli artt. 2051 e 2043 c.c. in riferimento al nuovo orientamento in tema di applicabilità dell'art. 2051 c.c. al gestore di autostrade; col secondo per vizio di motivazione per avere la corte d'appello ritenuto che la situazione di pericolo fosse straordinaria senza compiere alcuna indagine sulle condizioni meteorologiche del periodo e sulle caratteristiche del luogo dove il fatto era avvenuto, e senza considerare né la mancanza di segnalazioni di pericolo né che, nel lasso di tempo intercorso tra la segnalazione ricevuta dalla polizia circa la presenza di ghiaccio ed il momento dell'evento, non era stata adottata alcuna misura volta ad eliminare il pericolo o ad avvertire gli utenti.

3.- Il primo motivo è fondato, mentre il secondo resta assorbito.

In esito al nuovo orientamento inaugurato da Cass., n. 298/03, cui s'è allineata la giurisprudenza successiva, costituisce ormai principio consolidato quello secondo il quale per le autostrade, contemplate dall'art. 2 del vecchio e del nuovo codice della strada e per loro natura destinate alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, l'apprezzamento relativo alla effettiva "possibilità" del controllo alla stregua degli indicati parametri non può che indurre a conclusioni in via generale affermative, e dunque a ravvisare la configurabilità di un rapporto di custodia per gli effetti di cui all'art. 2051 c.c. Nell'applicazione del principio occorre peraltro distinguere le situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alle pertinenze dell'autostrada, da quelle provocate dagli stessi utenti ovvero da una repentina e non specificamente prevedibile alterazione dello stato della cosa, che pongano a repentaglio l'incolumità degli utenti e l'integrità del loro patrimonio.

Mentre, invero, per le situazioni del primo tipo, l'uso generalizzato e l'estensione della res costituiscono dati in via generale irrilevanti in ordine al concreto atteggiarsi della responsabilità del custode, per quelle del secondo tipo dovrà configurarsi il fortuito tutte le volte che l'evento dannoso presenti i caratteri della imprevedibilità e della inevitabilità come accade quando esso si sia verificato prima che l'ente proprietario o gestore, nonostante l'attività di controllo e la diligenza impiegata al fine di garantire un intervento tempestivo, potesse rimuovere o adeguatamente segnalare la straordinaria situazione di pericolo determinatasi, per difetto del tempo strettamente necessario a provvedere.

Si è anche reiteratamente chiarito che il caso fortuito è fattore che attiene non già ad un comportamento del responsabile, bensì al profilo causale dell'evento (ex multis, Cass., n. 15383/06), sicché la prova liberatoria non è suscettibile di essere condotta sul piano della sussistenza o meno della colpa.

4.- Da tali principi la corte territoriale s'è discostata laddove ha escluso l'applicabilità dell'art. 2051 c.c..

La sentenza va dunque cassata con rinvio alla medesima corte d'appello, che deciderà sul gravame di Liquiplast nel rispetto degli enunciati principi di diritto e regolerà anche le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

la Corte di Cassazione

Accoglie il primo motivo di ricorso e dichiara assorbito il secondo, cassa in relazione e rinvia, anche per le spese, alla corte d'appello di Firenze in diversa composizione.

22 aprile 2011

GOOD MORNING VELLETRI


Il caso dell’acqua avvelenata e suo !
Commissario Polverini


Bhé che volete dopo che c’è ne sono così tanti in tivù ,che una nella vita reale ci mancava , il problema e che questa non è come Montalbano , Manara , Maigret , questa addirittura è la governatrice del Lazio .
Dove il Consiglio dei ministri ha nominato la governatrice Polverini commissario straordinario, chiamandola a risolvere l’emergenza ( ci riuscirà? Secondo noi acqua in 
bocca ,NO!).



E’ stata la stessa Unione Europea ad informare i comitati per l’Acqua pubblica di Velletri e a Aprilia , ( ha questo punto i comitati stanno pensando seriamente a un suicidio di massa )dell’operazione che il nuovo commissario dovrà dirimere a già pronta una squadra tipo CSI Las Vegas , solo che lei non è una strafiga , e per di più non ha a disposizione laboratori all’avanguardia , e non crediamo che gli basti un’occhiata per risolvere il caso in qualche ora ( anche perché siamo in Italia dove al massimo ci vogliono 20 anni per risolvere un caso .
Comunque battute a parte il commissaria non sarà sola , perché  l’invio di ispettori che l’ue invierà a lavorare insieme alla commissaria dovranno capire quali misure siano state prese per riportare il valore dell’arsenico disciolto entro i limiti permessi dalla recente deroga rilasciata proprio dalla Ue. Che ha alzato i livelli a 20 MM/Lt .
All’Unione Europea, i comitati sull’Acqua pubblica di Velletri e Aprilia hanno domandato in sostanza di chiarire quali misure siano state prese a tutela della potabilità dell’acqua e per quale motivo a 10 anni dal primo allarme sulla presenza dell’arsenico, l’Italia si sia ritrovata con parametri anormali nei 128 comuni.



L’emergenza nel frattempo resta tutta in piedi,  in sintesi: la presenza «fuorilegge» della sostanza cancerogena disciolta nelle acque potabili e i dubbi sugli interventi di rientro nei parametri tollerati.
Due sono le strade con cui la Ue raccoglierà i dati. Un primo percorso prevede la diretta richiesta alle autorità sanitarie italiane.
L’altra e che i livelli ( e qui non possiamo provarlo ) e che si preveda anche un’umento dei parametri solo per salvarsi la faccia , per poi perderla alle prossime elezioni !