26 febbraio 2011

IMPOPOLARE POLITICA ... di Marcus brutus

Unico  indizio  tante teste vuote

Ovvero la storia infelice del PD un partito , che non è mai partito

Già la pazzia e la vanità del potere dunque, che insieme all'autorità conferiscono alla stupidità una valenza più concreta, osservabile e definibile. Tutto sembrava poco a poco collimare con le mie ipotesi iniziali ed è perciò che oggi più che mai mi appare illuminante la storiella dei pesciolini. In un suo celebre esperimento, Erich von Holst tolse ad un pesciolino della specie dei Cabacelli la parte anteriore del cervello, dove sono situate tutte le funzioni di gruppo. Konrad Lorenz ci racconta l'accaduto: "Il cabacello senza cervello anteriore, vede, mangia e nuota come uno normale, l'unico particolare aberrante nel comportamento è che non gliene importa niente se esce dal branco e nessuno dei compagni lo segue. 


Gli manca quindi l'esitante riguardo del pesce normale che, anche se desidera nuotare con tutta l'intensità in una determinata direzione, già dopo i primi movimenti si volta verso i compagni e si lascia influenzare dal fatto che alcuni lo seguano e quanti. Di tutto questo al compagno senza il cervello anteriore non gliene importa assolutamente niente; quando vedeva qualcosa da mangiare o se per qualsiasi altra ragione voleva andare da qualche parte, nuotava via con decisione, ed ecco, l'intero branco lo seguiva. 

L'animale senza testa era diventato appunto, per  via del suo difetto, il capo indiscutibile.Dunque la mia tesi andava sviluppandosi in questo senso. Se all'interno dei gruppi sociali il potere e l'autorità fossero servite per il bene dell'uomo e per la sua felicità, non ci sarebbe alcunché da ridire, e l'idea del comando sarebbe indiscutibilmente positiva. Se i "capi", individui superiori alla normalità agissero nell'interesse generale la specie umana ne trarrebbe indubbi vantaggi; questa era la bella idea di Senofonte, un filosofo greco, da cui deriva la teoria del potere come servizio, purtroppo però visto che le cose non stanno proprio così, evidentemente ci deve essere qualche malefico trucco che mina le nostre aspettative e i nostri desideri di serenità. In primo luogo il potere, l'autorità e quindi tutti coloro che sono investiti del comando non agiscono nell'interesse pubblico, e già questo sarebbe un motivo sufficiente per contestare e criticare i "capi", ma c'è di più, non solo non agiscono nell'interesse generale, ma sembra proprio che il più delle volte si comportino nei modi più assurdi ed inconcepibili e riescano quindi a diffondere il male, il dolore e l'infelicità sulla faccia della terra, magari giustificando il loro operato come la suprema via da percorrere per raggiungere il "sommo bene".
I nostri politici, i nostri amministratori, i nostri manager, i nostri intellettuali hanno portato al fallimento la nostra nazione, però un risultato positivo l'hanno ottenuto: si sono arricchiti!

24 febbraio 2011

MONDO DONNA .......a cura di lilyth


Il vademecum della perfetta fedifraga

Tradire è un'arte? Molto probabilmente si. Non si può tradire alla leggera, bisogna saper prendere delle precauzioni e essere così brave da gestire due uomini: il partner e l'amante! Ecco tutti i segreti su come diventare la fedifraga perfetta!

C'è chi nasce per stare single, chi vive della coppia e chi, della coppia, non si accontenta! Per caso o per scelta, ci ritroviamo a vivere una storia parallela alla nostra storica relazione amorosa. Ecco come comportarci per stare alla larga dai problemi. Mai l'avremo pensato, noi fedeli adoratrici del nostro uomo, di ritrovarci in un altro letto a cercare scuse credibili e coerenti per il nostro amato! Eppure qualcuno ce lo avrebbe dovuto insegnare, nella vita mai dire mai!  Dovremo usare tanta diplomazia ed intelligenza affinchè il tradimento resti un segreto nostro e del fortunato amante!
E se invece non siamo ancora fedifraghe ma si è creata una situazione, reale o virtuale, che ci tenta e farcela scappare ci sembra un vero peccato? Ecco come organizzare un tradimento ad hoc e scongiurare la possibilità di essere scoperte! Non diamo mai il nostro numero di cellulare ufficiale all'ipotetico amante perché il nostro fidanzato/marito/compagno potrebbe incappare accidentalmente in suo sms o in una sua telefonata. Piuttosto acquistiamo un nuovo numero da utilizzare solo per gli scopi extra-coniugali e agiamo nella stessa maniera anche per la mail creando un nuovo account. É vietato ricevere mail hot o comunque ambigue sulla nostra mail ufficiale! Ovviamente il nuovo account mail non deve MAI essere aperto dal nostro pc o, peggio, da quello del nostro compagno: la cronologia è la nostra nemica giurata perché conserva anche i dati più imbarazzanti e problematici da spiegare!Evitiamo di confidarci con amiche/i, conoscenti e parenti... anche solo mezza parola dei nostri confidenti manderebbe a rotoli la nostra storia d'amore, quindi vale la pena di tenere le cose per noi; se proprio non sappiamo resistere  scriviamo un blog anonimo e lasciamo lì il nostro racconto! Sul web non corriamo il rischio di essere smascherate! Cos'altro possiamo fare?

Se la monogamia non è il nostro forte e dobbiamo avere un amante in ogni caso, evitiamo quelle persone che ci possono creare più problemi di quanti ne immaginiamo: l'amico del nostro fidanzato, il collega, il vicino di casa. Molto meglio uno sconosciuto incontrato via chat, possibilmente di un'altra città e non proprio a portata di mano, in modo tale da scongiurare situazioni antipatiche, ricatti e incontri ravvicinati fra il fidanzato ufficiale e l'amante. Che siano chiare da subito le regole che NOI detteremo: siamo impegnate e non cerchiamo altro se non un po’ di trasgressione.Fondamentale è essere schiette fin dal principio. Non vorremo mica che lo sconosciuto si innamori della nostra dolcezza e del nostro savoir faire e che, sentendosi preso in giro e umiliato perchè abbiamo "sorvolato" sul piccolo dettaglio della fede al dito, ci riccatti di spifferare tutto alla nostradolce metà? L'unico modo per evitare queste situazioni antipatiche è non fare mistero della nostra situazione sentimentale. Prevenire è meglio che curare!

Occhio ai dettagli!

Siamo diventate delle fedifraghe e per ora non abbiamo nessuna intenzione di metter fine a questi piccoli peccati che deliziano corpo e anima! Occhio a non farci prendere la mano e sopratutto stiamo attente a  questi piccoli dettagli: evitiamo acquisti o pagamenti con la carta di credito o con il bancomat, sopratutto se abbiamo il conto cointestato con il partner o se comunque lui ha accesso ai nostri dati bancari!

Lo stesso discorso vale anche per i "regalini" che possiamo acquistare per l'amante: profumi, accendini d'oro, ciondoli e così via, che lasciano il segno nel conto corrente se prorpio non vi possiamo rinunciare, cerchiamo di acquistare sempre,esclusivamente e comunque in contanti!!!

Attenzione a non farci lasciare sul corpo segni evidenti del tradimento, come graffi, segni di baci appassionati e così via. Occhio anche al profumo, alle tracce di rossetto e ai capelli! Dove si può tradire?
 ( fonte Scritto da  INGRID BUSONERAwww.pianetadonna.it)

23 febbraio 2011

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy

DANNI DAL COMUNE ANCHE SE LA STRADA è PROPRIETA’ PRIVATA

 

Risarciti gli effetti dell’allagamento
Il comune può essere condannato a risarcire i danni provocati dalla cattiva manutenzione di una strada anche se di proprietà privata. Infatti, in caso di uso pubblico di fatto della via, l'ente locale ha l'obbligo di sorvegliare che siano effettuati tutti i lavori necessari per evitare pericoli per la cittadinanza e, in caso di omissione, risponde direttamente del danno provocato.

Lo ha chiarito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 7/2010 che ha respinto il ricorso di un comune in provincia di Roma condannato insieme alla provincia a risarcire i danni subiti da due coniugi.
A seguito di una forte pioggia, l'acqua riversatasi sul lotto (un terreno con un fabbricato) di loro proprietà dalla strada provinciale adiacente aveva provocato il cedimento del muro di contenimento posto lungo il confine.

Per questo motivo avevano chiesto la condanna dell'amministrazione provinciale al risarcimento del danno subito, l'ente locale, costituitosi in giudizio, ha sostenuto che le cause del sinistro erano dovute all'intensità del fenomeno e alla carente manutenzione della strada comunale che dal campo sportivo si immetteva sulla provinciale e ha, quindi, chiamato in causa anche il comune. Il tribunale, nel condannare entrambi gli enti al risarcimento del danno, ho stabilito che i danni si dovevano imputare a una pluralità di cause concorrenti, tutte riconducibili alla mancata esecuzione di lavori di manutenzione di un tratto di fognatura sulle due strade.

In secondo grado il comune ha negato di essere tenuto al risarcimento facendo valere il fatto che la strada, all'epoca del sinistro, era di proprietà di due privati. La corte d'appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha solo modificato l'entità dell'indennizzo riconoscendo comunque la colpa sia della provincia, sia del comune. Contro questa decisione è stato quindi presentato ricorso in Cassazione.

Di fronte ai giudici di legittimità il comune ha contestato la consulenza tecnica d'ufficio e la decisione nella parte in cui hanno riconosciuto un «uso pubblico di fatto» della strada privata addossando in tal modo all'ente locale l'obbligo di risarcire il danno. Secondo il ricorrente, infatti, essere tenuti a eseguire la manutenzione di un tratto di fognatura che corre sotto una strada privata non è sufficiente per assegnare alla via lo status di strada a uso pubblico.

Il comune, pertanto, doveva essere considerato totalmente estraneo ai fatti in quanto non proprietario del bene che aveva contribuito a determinare il sinistro. Non solo. Secondo l'ente locale il concetto di «uso pubblico di fatto» non sarebbe affatto condivisibile dal momento che questa locuzione potrebbe al massimo significare che esiste una servitù di passaggio sull'area che non sposterebbe tuttavia nulla ai fini del soggetto obbligato al risarcimento.

In sostanza, senza un atto di trasferimento ufficiale all'ente pubblico territoriale, il comune doveva essere considerato totalmente estraneo alla vicenda. La Cassazione, nel decidere la controversia, respingendo il ricorso dell'ente locale, ha stabilito al contrario che il comune deve rispondere dei danni causati al privato non perché proprietario della strada, ma «in quanto detta strada era destinata a pubblico transito».

La via in questione, infatti, era l'unica strada di accesso allo stadio comunale con la conseguenza, ha precisato la Corte, che se un comune consente «alla collettività l'utilizzazione, per pubblico transito, di un'area privata., assume l'obbligo di accertarsi che la manutenzione dell'area e dei relativi manufatti non sia trascurata», Pertanto, conclude la Cassazione, I’inosservanza di questo dovere primario di sorveglianza da parte della pubblica amministrazione «integra gli estremi della colpa e determina la responsabilità per il danno cagionato all'utente dell'area» senza che abbia alcun rilievo il fatto che la strada sia privata e che sul proprietario incomba l'obbligo della manutenzione.

LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy


INDECENTE VERGOGNOSO E SCANDALOSO  MARRAZZO



Sapete chi è. Nome: Piero. Cognome: Marrazzo. Professione: giornalista. Segni particolari: una discreta propensione per i trans, che lo ha reso famoso anche oltre confine. Faceva il presidente della Regione Lazio, fu coinvolto in uno scandalo, fu fotografato in mutande. Su un tavolo li accanto c'era un bel po' di cocaina.

Ora è ritornato a fare il giornalista alla Rai. Ed è pure un pensionato, se non d'oro, almeno d'argento. La notizia: Pierino la Pacchia, 52 anni appena compiuti (29 luglio, segno zodiacale del leone), grazie alla disastrosa esperienza presidenziale avrà un vitalizio di quasi duemila euro al mese.
 Cioè, una pensione, che è pure reversibile, che gli spetta di diritto, che lo accompagnerà di qui ai prossimi centri anni (lunga vita, ex presidente) e che lui si è affrettato a chiedere. Si presume che fra poco, dopo aver chiesto, comincerà pure a riscuotere. Complimenti, Pierino, lei è nato con la camicia e con il sedere giusti. Tappe bruciate Antefatto.
Gli italiani vanno in pensione a 65 anni. Se sono fortunati e godono di particolari requisiti, riescono ad andarci poco dopo i 60.I politici non sono italiani. I consiglieri regionali del Lazio, ex consiglieri, lo sono ancora di meno. Razza indoeuropea col diritto di strafregarsene delle crisi economiche, delle difficoltà (altrui) e pure dell'anagrafe e delle promesse fatte in campagna elettorale, saremo sobri e non spenderemo un euro più del dovuto, guarderemo le cifre una ad una e via sproloquiando. La sobrietà e l'attenzione per i conti: loro, in pensione, ci vanno a 55 anni. Volendo, e pena una decurtazione del 5 per cento per ogni anno di anticipo, anche prima: 50 anni. Piero Marrazzo, l'uomo del rigore in Regione (un po' meno extra Regione), ha scelto la pensione anticipata. Non ha voluto aspettare e non si è fatto pregare. Cinque mesi dopo il voto, e solo qualche mese in pi dopo lo scandalo, ha chiamato il legale di fiducia e lo ha invitato a procedere: avvocato, chieda il dovuto, mica sarà l'unico fesso che non batte cassa. Non è stato l'unico fesso: assieme a Marrazzo, una trentina di ex consiglieri ha avanzato richiesta analoga. Anche loro stanno per riscuotere. La legge è legge. Ed è uguale per tutti i privilegiati. Per gli altri, sappiamo come vanno le cose.

La legge in questione, fortemente difesa dalla Regione, fino a qualche tempo fa era ancora pi indecente: gli ex consiglieri potevano chiedere l'anticipo del vitalizio anche se poco più che maggiorenni. Il diritto scattava compiuti i 40 anni. Nel 2002 ci fu una lieve modifica con l'innalzamento dell'età minima a 50 anni. Da allora pi nulla. Solo tentativi di riforma puntualmente andati a vuoto. Risultato: se un consigliere ha dietro le spalle una singola legislatura (5 anni di duro lavoro e di durissima campagna elettorale) e ha compiuto l'età giusta, riceve fra i 1600 e i 1800 euro al mese. Netti. La lieve differenza dipende dal particolare tipo di in- carico. Se è un consigliere anziano, gli euro possono diventare 4000, sempre netti (5 per cento di aumento per ogni legislatura). Se la pensione è chiesta in anticipo, c'è la decurtazione. Poi, al compimento della veneranda età di 55 anni, la decurtazione cessa e l'assegno diventa pieno. Passatempi costosi Non prendete la calcolatrice: il giochetto della pensione-baby costa alla Regione Lazio, dunque ai contribuenti laziali, un milione di euro al mese, secondo i calcoli fatti dal quotidiano il Messaggero.

Ovviamente, con i nuovi pensionati in arrivo gli euro aumenteranno. E poi aumenteranno ancora. Miracoli della politica e della moltiplicazione dei privilegi. Soprattutto, miracoli di certe leggi regionali che da sole giustificherebbero qualsiasi federalismo, anche il peggiore. Fine della storia di Pierino la Pacchia. Con una postilla. Pierino faceva il giornalista. Conduceva, alla Rai, un programma di successo. Era dalla parte dei consumatori, dei cittadini tartassati e truffati. Denunciava scandali, tentava di aiutare i poveri cristi. Era molto serio e combattivo. Tutto, diceva, doveva essere fatto secondo legge. Poi decise di fare politica. Non si dimise, non lasciò il posto. Chiese l'aspettativa, come legge consente. L'ottenne, divenne presidente della Regione Lazio, combinò ci che combinò , si dimise e tornò in Rai, come legge consente Poi ha chiesto pure il vitalizio, sempre come legge consente. Per lui, e per gli altri come lui, c'è sempre una poltrona con un assegno, e una legge che permette di sedersi in poltrona con l'assegno in tasca.

Cari lettori e soprattutto carissimi pensionati al minimo, ultrasessantenni ancora in attesa di un assegno Inps, e anche voi, gentili lettrici, la cui età pensionabile è stata recentemente innalzata: fatevene una ragione. A loro li manda la Rai e li manda pure la politica. Ogni tanto vanno pure a trans, anche se nessuno ce li manda. Noi non siamo consiglieri, non siamo governatori, non siamo stati coinvolti in scandali. Razza indoeuropea senza alcun segno particolare. E dobbiamo aspettare i 65 anni. Storie italiane, che sembrano destinate ad accompagnarci per sempre. Come un vitalizio. Nome: Piero. Cognome: Marrazzo. Professione: privilegiato.

22 febbraio 2011

IMPOPOLARE POLITICA DI MARCUS BRUTUS

«sic semper tirannis»

Così muoiono i tiranni con queste parole morì caio giulio cesare unico incolpevole della caduta dell’impero romano .
Ma non per loro , loro non sono incolpevoli





LO SAPEVATE CHE ...........a cura di giulio 78 , slevin, fabio, lilyth cristy

I dossi artificiali non possono essere montati sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli impiegati per servizi di soccorso o pronto intervento art, 179 regolamento ed esecuzione del cds ( art 42 cds )numero 4 e 5 , ora noi ci domandiamo , come è possibile che propio sotto gli occhi dei magistrati viene violato il cds ?
Possiamo capire che può esserci un'incomprensione nella lettura di ciò ,!?
E' se un mezzo di soccorso come un'ambulanza dovesse prendere a forte velocità un dosso , ed il paziente dovesse subire uno schok o addirittura un'urto violento pregiudicando la sua incolumità come la mettiamo ?
Tre funzionari del Comune di Verona condannati per la morte di due centauri in incidenti diversi, ma provocati dallo stesso "rallentatore" posizionato non ha norma del codice. E dal Veneto parte una crociata per porre un freno al boom di installazioni
Proprio come le rotonde, i dossi sono sempre più di moda sulle nostre strade. Ma due incidenti e una sentenza innovativa hanno portato alla ribalta la pericolosità dei «rallentatori»: il tribunale di Verona ha condannato tre funzionari del Comune per l'installazione non corretta di un dosso via Pestrino. Su quella «barriera» non a norma si sono infranti in due incidenti, nel 2005 e nel 2007, altrettanti motociclisti. E ci hanno rimesso la vita. Soprattutto se, esattamente come le rotonde, sono spesso realizzati e posizionati a caso, senza rispettare le indicazioni del Codice della Strada e le direttive del Ministero dei Lavori Pubblici. Altezze e lunghezze irregolari, materiali inadeguati, mancanza di segnalazioni adeguate e posizionamento in zone pericolose sono le anomalie più gravi, che si sommano a un lungo elenco di scelte all'insegna della superficialità da parte di alcune amministrazioni locali, messe in evidenza dal recente convegno «Auto@Ambiente - Vere bugie e false verità». Se da una parte è comprensibile la necessità di ridurre la velocità dei veicoli in transito in determinate aree per favorire la sicurezza dei pedoni che devono attraversare, dall'altra non bisogna perdere di vista l'incolumità di chi circola su strada, in particolar su due ruote.
Dal Veneto parte quindi una nuova campagna destinata ad allargarsi su scala nazionale. Sempre da questa regione è infatti partito un rapporto al Ministero competente, mirato a ottenere il medesimo risultato, partendo da considerazioni differenti. Il consigliere regionale Raffaele Zanon ha infatti denunciato la pericolosità di questi sistemi, definiti senza mezzi termini «barriere» che ostacolano la percorrenza ai veicoli di soccorso, in particolare alle unità spinali, che trasportano persone che hanno subito lesioni alla colonna vertebrale.

21 febbraio 2011

IMPOPOLARE POLITICA di marcus brutus


I partiti si condonano milioni di euro  in multe
In genere  i diversi partiti politici si alleano sempre per combattere il loro più acerrimo nemico: il popolo.
E’ questo ne è il fulgido esempio, [Esplora il significato del termine: MILLE EURO E BASTA - Come nel 2009, ai politici basterà pagare mille euro per chiudere tutti i contenziosi e cancellare le «ripetute e continuate» violazioni commesse durante l’ultima campagna elettorale. «Violazioni», occorre ricordarlo, che a Roma sono state più evidenti che altrove, con i faccioni dei candidati arrivati praticamente ovunque, sulle facciate storiche e sui monumenti. Una «furia attacchina» che ha provocato la reazione infuriata dei «cittadini stacchini», rete organizzata di volontari che di notte o nei week end hanno ripulito le strade dai manifesti. Un impegno spontaneo e meritorio, che ora il condono] MILLE EURO E BASTA - Come nel 2009, ai politici basterà pagare mille euro per chiudere tutti i contenziosi e cancellare le «ripetute e continuate» violazioni commesse durante l’ultima campagna elettorale. «Violazioni», occorre ricordarlo, che a Roma sono state più evidenti che altrove, con i faccioni dei candidati arrivati praticamente ovunque, sulle facciate storiche e sui monumenti. Una «furia attacchina» che ha provocato la reazione infuriata dei «cittadini stacchini», rete organizzata di volontari che di notte o nei week end hanno ripulito le strade dai manifesti. Un impegno spontaneo e meritorio, che ora il condono.



[Esplora il significato del termine: SALDATI SU 24 METRI - Intanto ai «cartellonari» non manca l’ingegno: «L’ultima trovata – denuncia Cittadinanzattiva - è quella di unire “alla buona” due cartelloni 4x3 regolari e trasformarli in un unico ed enorme 8x3 di ben 24 metri quadrati. Sono apparsi a Cinecittà e chiediamo di rimuoverli immediatamente perché vietati da ogni normativa». Alcuni pubblicizzavano tempo fa il congresso del Pdl. È solo l’ultima segnalazione delle tante associazioni che cercano di arginare il brutto i cartelloni abusivi. Il loro impegno, però, sembra vanificato dai politici che dovrebbero dare il buon esempio e che invece condonano. Nel Milleproroghe approvato dal Senato (e che la Camera esaminerà in seconda lettura martedì 22 febbraio) i partiti sono tornati a «scontarsi» le già poche multe ricevute per aver imbrattato la città con i manifesti abusivi durante le amministrative dello scorso aprile. ] SALDATI SU 24 METRI - Intanto ai «cartellonari» non manca l’ingegno: «L’ultima trovata – denuncia Cittadinanzattiva - è quella di unire “alla buona” due cartelloni 4x3 regolari e trasformarli in un unico ed enorme 8x3 di ben 24 metri quadrati. Sono apparsi a Cinecittà e chiediamo di rimuoverli immediatamente perché vietati da ogni normativa». Alcuni pubblicizzavano tempo fa il congresso del Pdl. È solo l’ultima segnalazione delle tante associazioni che cercano di arginare il brutto i cartelloni abusivi.
Il loro impegno, però, sembra vanificato dai politici che dovrebbero dare il buon esempio e che invece condonano. Nel Milleproroghe approvato dal Senato (e che la Camera esaminerà in seconda lettura martedì 22 febbraio) i partiti sono tornati a «scontarsi» le già poche multe ricevute per aver imbrattato la città con i manifesti abusivi durante le amministrative dello scorso aprile.
I politici sono tutti uguali , una faccia una razza , ma una razza di carogne bugiarde 

20 febbraio 2011

IMPOPOLARE POLITICA ... di Marcus brutus


centro-sinistra e centro-destra complici  ai danni dei cittadini
Da alcuni anni, infatti, la sanità regionale è interessata da una gigantesca operazione di “risanamento” che si è tradotta, nel taglio di servizi, nella chiusura di ospedali, nell'introduzione degli odiosi ticket, nel licenziamento del personale precario della sanità pubblica , nell'accorpamento dei reparti e in altre misure che hanno ridotto la sanità regionale in condizioni drammatiche.
Ci avevano raccontato che tutto ciò era necessario per ripianare l'enorme deficit accumulato dalla sanità pubblica , e che non era colpa di nessuno (se non forse dei cittadini del lazio che si ammalavano troppo) se la spesa era andata fuori controllo.
Ma torniamo al punto che ci interessa adesso e cioè velletri per difendere l’ospedale colombo troviamo in testa il pd con il suo manifesto

Ma e importante ricordare e non dimenticare ,che di giorno litigano e di notte sono complici .
Come?
Potrei andare avanti ancora per molto ma sarebbe diabolico , mentre io vi dico che sarebbe ora che riflettiate !
Mentre la destra scalpitava come cavalli impazziti , ( che caso è , proprio come ora fa la sinistra ) http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article4949

Insomma , mi par chiaro che non c’è scampo da destra a sinistra passando per  vendola .
 Per carità vendola ti svendola , gli intellettuali i politici , i giornalisti dicono di lavorare per il bene comune dovrebbero darne una prova concreta e suicidarsi .
La gente onesta che pur lavorando molto e guadagna poco  partecipa a queste manifestazioni demoniache ,credendo ancora in politici di diversa bandiera , sperando di ottenere quello che da i precedenti non ha ottenuto , e che la loro vita non migliorerà di certo dando il potere politico , a chi ha già il potere economico.
Mi è sempre più difficile e comprendere l’assurda e stupida usanza per cui un popolo accetta di pagare esageratamente i propi sodomizzatori.
Ricordate è ricordate bene “LO STATO SONO IO , LO STATO SIETE VOI , MA QUANDO C’E’ DA PAGARE LO STATO SIAMO SEMPRE NOI ! “ Non dimenticatelo mai